Lo dicevano le nostre nonne: "quando dagli alberi cadono le foglie, dalle teste cadono i capelli" . E' vero, è ormai risaputo che in autunno si nota una maggiore concentrazione
di capelli che rimangono inesorabilemte deceduti sulle nostre spazzole, ma tuttavia è sempre difficile abituarvisi. Quand'è il momento di preoccuparsi per la perdita dei capelli?
o, in altre parole, quanti capelli è "normale" perdere ogni giorno?
La risposta arriva da una recente ricerca americana: solo 10, ma c'è una tolleranza fino a una cinquantina di "caduti" al giorno.
Non c'è un numero preciso che contraddistingua la normalità perché la caduta dipende anche dalla quantità di capelli presenti sul cuoio capelluto. Essi possono essere da 100 a
200mila circa e pertanto la caduta può interessare da 10 a 50 capelli in media al giorno. Naturalmente, per non andare incontro a calvizie, è necessario che tutti i capelli che cadono
siano sostituiti .
C'è da sapere che l'attività fisiologica di un capello prevede una nascita, un lungo periodo di crescita ed una morte.
In condizioni di normalità poco dopo la caduta di un capello se ne produce un altro che ricalcherà le orme del predecessore: questo andamento ciclico può verificarsi per
tutta la vita dell'individuo.
E' perciò normale che si riscontrino dei capelli sul pettine e nel lavandino dopo il lavaggio, mentre non è normale che in seguito alla caduta del capello non ne ricresca un altro
o ne ricresca uno di calibro e qualità minore.
Talvolta la matrice pilifera sostituisce il capello caduto con uno di calibro nettamente inferiore o non lo sostituisce affatto: in questo caso, secondo l'entità ed il disegno assunto
dalle aree che si sono sfoltite, si ha a che fare con un'alopecia .
Infatti, anche se cadono solo dieci capelli al giorno, lo spettro calvizie può materializzarsi se ne vengono sostituiti solo nove o meno.
Nelle stagioni di transizione (autunno-primavera) la caduta spesso aumenta perché l'uomo conserva una manifestazione ancestrale propria di altri mammiferi pelosi: la muta.
Nei periodi aprile-maggio e settembre-novembre alcuni ormoni, informati soprattutto dalle ore di luce, attivano un processo sincronizzato di caduta con un aumento del numero
dei capelli che cadono. Si tratta di un fatto fisiologico che non è causa di calvizie definitiva.
Tuttavia, in presenza di condizioni psicofisiche difficili, soprattutto se prolungate, possono provocare un aumento della caduta dei capelli, talora anche molto pronunciato.
Fra le cause di queste condizioni si possono citare gli shock emotivi, i periodi di super-attività (studio, responsabilità professionali, difficoltà familiari, problemi di relazione, ecc.),
attività sportive o professionali faticose e non associate a regimi alimentari compensativi, superlavoro e malattie debilitanti.
Per individuare perdite di capelli dovute a sospetti stati patologici dell'organismo è talvolta opportuno eseguire alcuni specifici esami ematologici e, soprattutto con le donne,
i dosaggi ormonali e di alcuni minerali che in alcuni casi giocano un ruolo importante.
Il primo segno dell'avvento di una calvizie è l'assottigliamento progressivo dello stelo, inizialmente non apprezzabile ad occhio nudo, poi sempre più palese.
Altri sintomi sono una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, un aspetto meno brillante della chioma ed una pi difficile pettinabilità e tenuta della piega.
Sono sintomi poco evidenti e, poichè non provocano variazioni consistenti dell'aspetto, molti sono portati a sottovalutarli, cullandosi nella speranza che prima o poi tutto
tornerà come prima.
Intervenendo presto sulle cause del fenomeno e sia con trattamenti locali che con integratori adatti , si potranno apprezzare visibili miglioramenti.
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